Benvenuti a ... V di Verdura!
Un nome sicuramente particolare per un blog, ma che farà già capire quale sarà l'argomento principale dei suoi post.
Questo non sarà un blog di cucina come gli altri, poichè sarà trattato in maniera quasi univoca l'argomento delle verdure.
Tutti sappiamo quanto sia importante assumere giornalmente almeno due porzioni di verdura, ma quanti di noi lo fanno realmente?
Io per prima devo ammettere che consumo le verdure solo se costretta.

Ma se si odiano le verdure, qual è il modo migliore per aiutarsi ad assumerle?
Per quanto mi riguarda credo di avere trovato la soluzione: devo camuffarle!
Infatti, se qualcuno mi mette davanti un piatto di spinaci bolliti non posso fare a meno di storcere naso e bocca, ma se mi si piazza davanti un bel risotto agli spinaci, il discorso cambia notevolmente.
Sto riuscendo ad attirare la vostra attenzione?
In pratica in questo blog inserirò solo ricette di piatti a base di verdure, o al limite ortaggi, che saranno rielaborati in modo da consentire anche a chi, come me, odia le verdure di poterle mangiare senza pensare di stare a fare un grosso sacrificio.
Chiamamole pure RICETTE FURBE!
Queste ricette potranno essere utilizzate per far mangiare ad es. le verdure anche ai bambini, i quali, normalmente, fuggono davanti a tutto ciò che è verde e si mangia.
Volete seguirmi in questa avventura?
Ah, se proprio non riuscite a mangiare la verdura, neanche come ve la presenterò nelle mie ricette, passate a dare un'occhiata all'altro blog che curo
Dolci idee e non solo, lì troverete tante altre ricette (non solo di verdure) dall'antipasto al dolce!

venerdì 23 marzo 2012

Risotto con la verza

In rete si trovano molte informazioni utili su tutti i tipi di verdura.
Se cercherete informazioni sul cavolo verza, quello che troverete è quanto vi riporto di seguito.

Tutte le varietà di cavolo derivano da una specie selvatica originaria delle regioni costiere del Mediterraneo e dell'Atlantico.
Coltivato in varie zone d'Italia, il cavolo verza è prodotto soprattutto nelle regioni centro-settentrionali ed è un ortaggio molto conosciuto per le sue mille virtù.
Apprezato fin dall'antichità, il cavolo (Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci, mentre i Romani lo utilizzavano per curare svariate malattie, mangiandolo prevalentemente crudo, prima dei banchetti per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcool.
Il cavolo verza, detto anche verzotto o cavolo di Milano, ha foglie grinzose e bollose a cespo di colore verde intenso: quelle più esterne si ripiegano verso fuori, quelle interne invece formano una sfera più o meno compatta.
Le varietà di cavolo verza possono essere a raccolta estiva, come il Precocissimo d’Asti, con testa più piccola e di forma ovoidale, o a maturazione autunnale-invernale, quale il Tardivo di Milano o Testa di ferro, con cespi più grossi e appiattiti. La forma può essere sferica o subsferica, appiattita o conica. Tra le varietà più famose annoveriamo il Violaceo di Verona (tardivo) di colore verde-violaceo, il cavolo verza di Vetus (tardivo) di colore verde chiaro, il S. Martino d’Asti (tardivo) verde, il Monarch, verde scuro.  Accanto a ibridi come Eco, Prince, Hamasa, Wirosa, Icequeen e Perfection Drum, esistono ancora numerose varietà locali, quali Pasqualino, S. Giovanni e Agostano di Asti, S. Martino di Asti, Marcellino, Tardivo di Verona e Cavolo di Milano. Il cavolo di Montalto Dora, in provincia di Torino, è una varietà locale di cavolo verza a foglie ricciute, formanti delle teste subrotonde e resistenti ma, tuttavia, tenere e dotate di un sapore gradevole che li fa preferire ai cavoli di altre provenienze; da non dimenticare il Cavolo verza di Settimo Torinese.
Generalmente tutte le varietà di cavolo devono essere ben pesanti e a foglie serrate. Anche la verza che, normalmente ha le foglie esterne aperte, deve avere un cuore compatto e serrato. Il peso varia da 1 a 2 chili, il sapore è intenso e caratteristico, le foglie sono croccanti.
E’ simile nei contenuti al broccolo, tuttavia la quantità di vitamina E e di zolfo è maggiore; contiene anche un raro principio attivo che protegge le mucose digestive dalle lesioni.
E’ un alimento assai prezioso per via dei suoi principi nutritivi, ricco come è di potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico e vitamina C.
Contiene principi attivi anticancro, antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti e antiscorbuto.
E’ depurativo, rimineralizzante e favorisce la rigenerazione dei tessuti.
Il succo della verza è utile in caso di acne, raffreddore, influenza, gastrite ulcera duodenale, disturbi urinari, invecchiamento e stitichezza (consumato crudo o anche cotto). Le foglie, schiacciate con un matterello o una bottiglia di vetro di modo che ne fuoriesca il succo, applicate in cataplasma hanno potere antinfiammatorio in caso di reumatismi e artrite (cataplasma caldo), scottature, ematomi e distorsioni.
Può risultare poco digeribile, soprattutto se cotto a lungo, perciò è meglio consumarlo poco cotto o crudo, tagliato sottilmente, avendo l’accortezza di masticarlo a lungo. Considerato che alcune sostaze che contiene rallentano la funzione della tiroide, va evitato in caso di ipotiroidismo. Si può preparare crudo, stufato e brasato, ed è ingrediente di minestre asciutte ma anche in brodo con pasta o riso, nonché di piatti tipici come la lombarda casoûela, gli involtini di verza e i pizzoccheri della Valtellina. D’inverno si trovano delle verze “gelate” avvolte dalla brina, che si conservano meno, ma sono più tenere da cuocere.
100 grammi di cavolo verza contengono 22 calorie. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica. 1 kg di cavolo dà un apporto di 2,5 grammi di fosforo. Siccome non contiene glutine (dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia), è adatto anche alla dieta dei celiaci.

I cavoli verza vanno tagliati a quarti, ma prima bisogna togliere loro le foglie esterne dure e danneggiate. Poi, si tagliano i cappucci a strisce più o meno grosse e si lavano in acqua corrente. Le verze si possono sfogliare, lavare, asciugare e conservare sia a foglie intere, sia tagliate a pezzi o a strisce. In ogni caso il torsolo interno ed esterno va eliminato, come le costole più grosse e dure interne ed esterne. Si conserva bene e a lungo in luogo fresco e areato, ma anche in frigorifero fino a una settimana. 
Passiamo ora alla ricetta del "Risotto con la verza" 
Ingredienti per 2 persone
una verza piccola o di medie dimensioni
120gr di riso
100gr di prosciutto cotto
parmigiano reggiano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
brodo di dado
olio di oliva q.b.
burro q.b.
sle e pepe q.b.

Procedimento:
Mondare e lavare le foglie di verza e tagliarle a striscioline e sbollentarle per mezzo minuto (un minuto al massimo) nel brodo bollente, dopodichè scolarle e tenerle da parte.
In una casseruola, versare un pò di olio (20/30gr) e soffriggere la cipolla sminuzzata. Aggiungere il riso e farlo tostare brevemente, dopodichè sfumare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, unire la verza tenuta da parte e un mestolo di brodo caldo, mescolare e proseguire la cottura. Man mano che il brodo si asciuga unirne altro a mestolate fino a cottura ultimata del riso. Spegnere il fuoco, aggiungere il prosciutto cotto tagliato a cubettini e un pò di burro (10gr circa) per mantecare. Sempre a fuoco spento arricchire il risotto con abbondante parmigiano reggiano. Far riposare un paio di minuti e servire.
Buono buono buono!

lunedì 19 marzo 2012

Linguine carciofi e gamberetti

In quanti amano i carciofi? In molti no, e io sono una di questi ultimi, ma... ecco un modo efficace per far mangiare perfino a me i tanto odiati carciofi.
Ho già parlato delle proprietà dei carciofi in questo post.
Il risultato di questa unione (carciofi e gamberetti) è stato inaspettato anche per me.
Io mangio sempre molto volentieri i gamberetti (specie se accompagnati da una voluttuosa salsa cocktail), ma i carciofi restano per me un vero tabù.
Sperimentare fortunatamente aiuta e, devo dire che, mai mi sarei aspettata di mangiare un piatto che avesse tra gli ingredienti principali proprio i carciofi e che oltretutto tale piatto mi sarebbe piaciuto così tanto.
Siamo in marzo e ormai i carciofi stanno per terminare, quindi, andate a farne scorta dai vostri fruttivendoli di fiducia e preparate questa ricetta, vedrete che ne rimarrete catturati proprio come me!

N.B.: per avere a disposizione i carciofi anche dopo che la loro raccolta sarà terminata, si può mondarli, lavarli e congelarli, oppure conservare sott'olio o sott'aceto.

Ingredienti per 4 persone:
320gr di linguine
200gr di gamberetti (vanno bene anche quelli surgelati)
4 carciofi
una cipolla, una costa di sedano, una carota, uno spicchio d'aglio, una foglia di alloro
un limone
zenzero in polvere
un bicchiere di vino bianco secco
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO:
Pulire la cipolla, il sedano e la carota e tagliarli a pezzi. Mettere in una casseruola le verdure tagliate, l'alloro. lo zenzero, mezzo bicchiere di vino e circa mezzo litro di acqua. Cuocere per 20/25 minuti.
Pulire i carciofi e ridurli a fettini sottili. Immergerli in una ciotola con acqua fredda acidulata con il succo del limone per evitare che anneriscano a contatto con l'aria.
Scolare i carciofi, asciugarli con un telo e farli saltare in un tegame a fuoco vivo con 4 cucchiai di olio e l'aglio sbucciato e tagliato a metà. Sfumarli con il vino rimasto e farlo evaporare, poi salare, pepare, bagnare con il brodetto, coprire e portare a cottura. Fuori dal fuoco profumare con la maggiorana tritata.
Rosolare i gamberetti per 3 minuti in un tegame con 4 cucchiai di olio e unire i carciofi con il fondo di cottura e fare insaporire per qualche istante.
Lessare le tagliatelle e tirarle via un minuto prima del tempo di cottura previsto (conservando un mestolo dell'acqua di cottura), versarle subito nel tegame con il condimento e farle saltare a fuoco vivo, bagnando con l'acqua tenuta da parte. Servire subito.
Sono davvero gustosissime!!!